Un'insolita visita - Madre Anna Sardiello

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Un'insolita visita

La fondatrice > Il nuovo istituto


Nell’agosto del 1950 giunse a San Prisco Mons. Federico Emmanuel, salesiano, Vescovo di Castellammare di Stabia (Napoli). Egli fece questa visita per sostenere con la sua parola di pastore le suore nel lavoro e nelle non poche contraddizioni e ostilità da parte di alcune persone.
Questo Vescovo fece ripetute visite alle suore invitandole a non ascoltare le voci negative ma ad accrescere la fede e la carità.
Suor Maddalena, segretaria della Madre Anna, ricorda così quei giorni: “Adoriamo l’onnipotente Dio che opera prodigi nello svolgimento quotidiano nella comune vita di preghiera, di sacrificio e di lavoro; la volontà di Dio ci ha condotte qui, in questo paese sconosciuto, il cui nome non avevamo mai sentito parlare.
Tutte insieme siamo 10 suore, 10 pietre destinate a formare l’edificio di una Congregazione di suore Eucaristiche. Quindi ogni pietra deve essere degna, o almeno diventarla, del proprio posto, in perfetta armonia con la volontà di Dio, onde ottenere che l’edificio cresca e si consolidi.

Persuase della nostra responsabilità, grate al Signore, operiamo per dar vita a questa santa istituzione eucaristica, con il carisma di riparare i sacrilegi che si commettono nel mondo e specialmente quelli che commettono tante anime consacrate, incapaci di stare nello stato sublime che scelsero volontariamente.
Sull’esempio della nostra cara Madre Anna ci sentimmo prese dall’amore verso l’Eucarestia e diventammo così Apostole di Gesù Sacramentato. Siamo decise a vincere gli ostacoli che incontreremo nel compimento di così difficile missione tra il popolo di far conoscere a tutti il nostro ideale di riparazione.
In futuro diventeremo lucerne per illuminare altre menti e infiammare altri cuori.
Accomunate nel sublime ideale, procediamo fiduciose sul sentiero scabroso tracciatoci dalla volontà di Dio. Tenendo fissi gli scopi santi per cui venimmo a San Prisco.
Abbiamo il sacro compito di condurre anime a Gesù e ci sforzeremo di farlo conoscere ed amare dalle giovani che avviciniamo.

Il buon Dio ci darà i mezzi per conseguire sì nobile fine. Da parte nostra impiegheremo tutta la nostra buona volontà nel generoso e costante lavoro d’apostolato. L’amore per le anime ci porta al sacrificio completo che si concretizza nella carità di Gesù Cristo”.
Madre Anna, fra i tormenti, i disagi e le calunnie, infondeva nel cuore delle sue figlie pace e tranquillità. L’accettazione rassegnata delle sofferenze richiede sempre uno straordinario dominio sulla propria vita. Ella a ciascuna ripeteva con il cuore più che con le labbra: “O Signore, fa’ che nell’ora della prova non mi lamenti dei rigori del tuo amore”.

 
 
 
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