Le vocazioni - Madre Anna Sardiello

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Le vocazioni

La fondatrice > Biografia


Carolina e Annina pensavano di continuo all’esempio dei loro umili genitori: alla loro semplicità di vita, alla loro saggezza cristiana, alla mutua concordia e alla collaborazione domestica, che essi facevano regnare nella loro famiglia. Le sorelle ringraziavano Dio per come erano state ben vissute, dai loro genitori, le grandi realtà della famiglia cristiana. Il fidanzamento nella luce di Dio, il matrimonio inviolabile nelle sue caratteristiche: fedeltà, castità, mutuo amore, timore del Signore, prudenza e spirito di sacrificio nell’educazione attenta dei figli.
Mentre la vita familiare faceva il suo corso naturale, nell’estate del 1915, Annina attraversò un periodo di crisi, che la portò ad una grande sofferenza interiore.
Ella era abbattuta e depressa e il dolore traspariva dal suo viso angosciato. Passando i giorni Carolina avvertiva in Annina questa situazione insolita e opprimente che non sapeva spiegare.

Ella chiese alla sorella: “Non so che cosa ti succede, non so perché sei in questo stato d’animo, mi sembra che debba scoppiare qualche cosa da un momento all’altro”. Annina interrompendo il discorso della sorella affermò: “No, è già scoppiato, ma solo per me”. Annina confidò alla sorella il desiderio di consacrarsi nella vita religiosa.
Ma gli eventi familiari, come abbiamo già visto, la costrinsero a non poter effettuare subito il suo desiderio. Carolina osservando la grande generosità della sorella, rimase incantata ed affermerà: “Annina s’immolò, goccia dopo goccia, giorno dopo giorno; per anni non poté realizzare la sua vocazione. Ella attese, attese finché un giorno io fui folgorata dalla grazia della vocazione”. Carolina facendosi guidare dal suo direttore spirituale, arrivò a realizzare la sua vocazione.

Ella partì per Roma, il 22 novembre 1922, per farsi suora presso le Suore dell’Apostolato Cattolico, fondate da San Vincenzo Pallotti.
E così Carolina, seguendo la voce interiore, s’incamminò alla volta di Roma. Aveva 28 anni; vivrà altri 60 anni della sua vita come suora. “Questo è l’inizio di quel cammino di conversione, di amore e di riparazione all’Eucarestia”, che la condurrà alla vetta della santità. I santi sono tali perché ad un dato momento si lasciano convertire ed iniziano un cammino diverso, in novità di vita. Noi possiamo abbandonare Dio, ma Dio non ci abbandona, non si rassegna a perderci.
La vocazione è dono di Dio; i doni di Dio sono irrevocabili. Carolina credette nella chiamata di Dio. Ecco la sua grandezza, l’inizio del suo cammino di santità.

 
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