La nuova residenza - Madre Anna Sardiello

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La nuova residenza

La fondatrice > Il nuovo istituto


Il 30 aprile 1948 è una data fatidica che ricorda la formazione della nuova Comunità religiosa con la benedizione dell’Arcivescovo di Capua, S.E. Mons. Salvatore Baccarini, grande sostenitore dell’Opera della Riparazione.
Madre Anna e le suore arrivarono la sera del 30 aprile. Ma la nuova comunità non assunse il nome di “Opera della Riparazione”. L’Arcivescovo, dopo varie vicissitudini, approvò la nuova comunità col nome: “Pia unione Anime Eucaristiche riparatrici”.
Il 1° maggio le prime suore, strette intorno alla Madre, iniziarono la pratica del mese dedicato alla Madonna nella cappella privata del Palazzo Monaco. Così iniziarono a compiere tutti gli atti comuni della vita religiosa come sempre avevano vissuto.
Nei primi mesi l’Arcivescovo le affidò alla cura di un sacerdote di Santa Maria Capua Vetere, don Raffaele Rossetti; il confessore fu don Francesco Peccerillo, parroco di Santa Maria di Costantinopoli in San Prisco.

Il 23 maggio 1948 la Madre Anna e le suore furono invitate dall’Arciprete Giacomo Sanfelice, parroco dell’arcipretura di Santacroce in San Prisco, ad assistere le ragazze della gioventù femminile di Azione Cattolica e a fare il catechismo ai bambini per la preparazione alla Prima Comunione. Madre Anna, oltre a farsi missionaria con le sue suore, offrì al sacerdote l’ospitalità nel Palazzo Monaco, per le varie attività.
Questa residenza iniziò ad accogliere le giovani e i bambini, per il catechismo, per giornate di ritiro ed esercizi spirituali. In breve tempo anche i parroci delle altre due parrocchie, Santa Maria di Costantinopoli e Santa Maria di Loreto, chiesero alle suore la collaborazione.
Madre Anna aveva il cuore pieno di gioia, quando vedeva schiere di fanciulli e fanciulle, preparati accuratamente dalle sue figlie, accostarsi degnamente a Gesù Ostia, per la prima volta. Nel mese di agosto 1948 giunsero nel paese di San Prisco i Padri Oblati di Maria Immacolata chiamati dai Signori coniugi Fanny e Camillo Ventrone.
Ad essi fu affidata la parrocchia di Santa Maria di Loreto. I signori Ventrone fecero una festa di accoglienza nel loro palazzo e affidarono alle suore la preparazione. Tutto riuscì bene.

Le suore ringraziavano il Signore, mentre sentivano ogni giorno crescere l’entusiasmo della fede, si incoraggiavano a vicenda nel lavoro giornaliero e accoglievano sempre più le giovani ragazze. L’Arcivescovo di Capua nominò il superiore dei Padri Oblati come direttore spirituale e responsabile della Comunità.
Le suore lavorarono in comune accordo con i Padri sia per la crescita spirituale e sia nelle opere parrocchiali.

 
 
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