La guida - Madre Anna Sardiello

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Nel cammino che porterà le sorelle a comprendere la loro vocazione, la famiglia Sardiello, pur essendo il terreno fertile dov’era nata, non fu il solo fattore a contribuire alla sua maturazione. Si pensi che nella famiglia Sardiello vi era uno zio canonico, zio Gerardo, che ogni volta che incontrava Carolina ed Annina, con discorsi e parole le incitava a scegliere la vita religiosa.

Questo zio non fu per loro l’unico strumento che Dio scelse per la loro vocazione, ma ci fu anche padre Saraceno Florenzo che era canonico della Cattedrale di Oria e parroco di Erchie, che guidò sapientemente e spiritualmente le due sorelle. Padre Saraceno incontrò le sorelle quando svolgeva il suo ministero pastorale ad Erchie.
Un suo scritto ci descrive gli incontri: “Il primo incontro che ebbi con Annina e Carolina, fu in occasione della festa di Sant’Antonio di Padova nell’anno 1920, quando vennero in chiesa per confessarsi. Dalle conversazioni spirituali avute con loro, mi accorsi subito che avevano letto molti libri ma senza una guida spirituale, per cui evidenziavano molti errori. Dopo un lungo periodo d’incontri e dialoghi, le vidi finalmente in possesso di una cultura religiosa discreta e come conseguenza iniziarono ad accostarsi con maggiore frequenza ai sacramenti dell’Eucarestia e della Confessione.
La seconda tappa della loro vita fu la perdita del caro genitore, il papà. Questo evento fu accettato con grande dolore. Annina con il suo lavoro portava avanti le sorti della famiglia. Un giorno la sorella minore di nome Carolina, non ricordo precisamente quanto tempo dopo la morte del padre, volle incontrarmi. In questo incontro mi manifestò la sua vocazione religiosa missionaria, ma era preoccupata di lasciare sola la sorella Annina. Allora io da quel giorno incominciai a parlare ad Annina della possibilità ed opportunità che anche lei seguisse la sorella minore in un Istituto religioso missionario”.

La risposta decisa delle due sorelle non si fece attendere. Padre Saraceno contattò il suo amico Rev.mo Giacinto Cardi, che era il Generale dei Padri Pallottini,  facendo una richiesta: avrebbe mandato Carolina fra le  Suore Pallottine, a patto che si dovesse accettare anche la sorella maggiore, nonostante l’età.
La proposta fatta al Generale dei Pallottini fu accettata. Perché padre Florenzo fece domanda al Generale dei Pallottini, e non alla Superiora Generale delle suore?
Il diritto vigente di allora prevedeva che il ramo femminile di un istituto maschile – come per esempio, le Oblate, le Benedettine, le Francescane, le Domenicane – dipendesse dal Generale del ramo maschile.

 
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