La deposizione - Madre Anna Sardiello

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La deposizione

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All’inizio del mese di aprile del 1948, il padre visitatore propose alla Madre Anna di dare le dimissioni da Madre Generale. Ella non accettò; visse questo mese tra sofferenze, abbandono, aridità. Nel cuore della Madre affioravano tanti pensieri. Ella non voleva venir meno alla parola data all’Arcivescovo di Capua e alle donatrici, le signorine Monaco; i lavori erano quasi terminati. Si sentiva distrutta dalle responsabilità assunte. Il suo cuore era affranto, ma si sentiva fortemente sorretta dall’amore del Cuore eucaristico di Gesù. Lo Sposo le fece coniugare all’amore per l’Eucarestia, il martirio. Un martirio che sorretto dalla fede non la porterà alla morte fisica, ma a quella interiore per poi risorgere in una nuova dimensione di vita.
Verso la fine del mese di aprile il giorno 29 alle ore 12,30 la comunità delle suore venne radunata in cappella dal padre visitatore. Il motivo era: dare delle urgenti informazioni. Egli lesse un telegramma, in cui si annunciava che Madre Anna Sardiello, Superiora Generale delle Suore dell’Apostolato Cattolico, era stata deposta con un rescritto della Santa Sede.

Il suo posto era stato preso da Madre Marta Mazziotti.
La Madre Anna ascoltò in silenzio; poi tutte uscirono dalla cappella e andarono al refettorio per il pranzo. Anche qui Madre Anna diede prova di grande umiltà.
Quando tutte furono sedute a tavola, ella si spostò dal posto della Madre Generale e si portò con il suo fare pacato e sereno all’ultimo posto.
In quel giorno dovette tollerare gli oltraggi, gli sguardi, le parole sommesse, i pensieri delle consorelle.
Ella conosceva la propria miseria e l’infinita grandezza di Dio. L’Amore eucaristico la portò al sacrificio e alla rinuncia: queste caratteristiche saranno il suo pane quotidiano per la sua vita futura.

Dopo la deposizione fu chiesto a Madre Anna di lasciare la Casa Madre. Al padre visitatore che le chiese dove volesse andare ella rispose: “Non sento di abbandonare l’Opera della Riparazione in San Prisco”. Madre Anna ricordava così quell’episodio: “Padre D’Orazio non si oppose.
Chiesi di restare qualche giorno ancora a casa madre per preparare gli effetti personali. Invece mi fu vietato. Qualche suora, venendo a conoscenza dell’evento, volle seguirmi. Quindi partimmo il giorno 30 di aprile 1948 alle 14,30 senza poter salutare nessuno”. Partirono insieme a Madre Anna alcune suore, tra cui Suor Leonilda, Suor Maria Innocenza, Suor Bernardetta, Suor Mercede; ad attenderle a San Prisco c’era Suor Maddalena già partita prima per seguire i lavori.

 
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