L'infanzia - Madre Anna Sardiello

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L'infanzia

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Sul periodo dell’infanzia e della fanciullezza della vita di Carolina non sono troppe le notizie a noi pervenute. Lei infatti non amava parlarne anzi era, a tal proposito, piuttosto reticente. Tra i dati che è stato possibile acquisire da un suo scritto, si evidenzia che l’infanzia e la fanciullezza trascorsero “senza alcunché di straordinario, spensierati, come si addice ai ragazzi di quell’età”. Nella casa di Francavilla, Carolina ricevette l’impronta di una vera educazione cristiana alla scuola della madre Teresa, donna pia e virtuosa che definisce: “Una mamma di quelle del secolo passato, che adesso mi sembra non esistano più, o sono rarissime. Mamme che hanno veramente compreso l’alto compito affidatole da Dio, per cui tutto temono per i figli, di nessuno si fidano se non di Dio solo. Mamme che stavano attente ai nostri discorsi, ad una parola fuori posto. E qualche volta che senza complimenti, mamma intimasse il silenzio per discorsi che noi figli non potevamo ascoltare, lo faceva per il nostro bene.

Mia madre Teresa fu di questa tempra. Serena ed accorta ma tenera per l’educazione dei figli. Ella era profondamente cristiana”.
Il carattere della giovane Carolina si palesò nei primi anni di vita adolescenziale, era aperto, affettuoso, privo di esagerazioni e molto franco. Tra le due sorelle Annina e Carolina c’erano molte differenze caratteriali. Annina dopo le scuole elementari si ritirò dagli studi e si dedicò alla casa. Ella non era scarsa di intelligenza.
Era di buona memoria e per questo avrebbe potuto continuare gli studi con esito positivo.
Era una ragazza docile, sempre mite, riservata e dai suoi occhi si comprendeva una grande bontà. Ella usciva poco, non amava i divertimenti.
Carolina invece preferiva girare, uscire, specie la domenica sera, perché in paese c’era più movimento di gente. Amava le relazioni con i parenti e gli amici e quando la mamma accontentava Annina, nello stare in casa, ella fremeva perché gradiva incontrare gente.

Le uscite in compagnia della madre erano per recarsi in chiesa, per le celebrazioni; poi si faceva qualche visita alla cerchia dei parenti, dei nonni e dei cugini.

Nel 1910 si ebbe nella famiglia Sardiello il primo lutto. Totò, Salvatore, il secondo dei quattro figli, a 18 anni morì improvvisamente. Dopo la sua morte le condizioni finanziarie della famiglia Sardiello peggiorarono sempre di più, fino al fallimento totale dell’attività commerciale, unica fonte di sostentamento.
Carolina afferma: “Quando la ristrettezza finanziaria si era fatta sentire molto forte, il Signore mandò la sua Divina Provvidenza”. Infatti lo zio Giuseppe, direttore didattico, rivolgendosi ad un suo amico direttore delle Poste, chiese di impiegare Annina per un lavoro, e così ella poté lavorare nell’ufficio postale di Francavilla Fontana. Annina poteva avere 22 o 23 anni quando con il suo lavoro divenne l’unico sostegno della famiglia.
Intanto uno zio materno, zio Ciccio, Francesco Casalino, fece riprendere gli studi a Carolina all’età di 14 o 15 anni. Egli aveva preso a cuore non solo lei ma anche il fratello Raffaele; con il tempo, però, vide che quest’ultimo non era portato per lo studio.

Il 16 giugno 1917 alla famiglia Sardiello venne a mancare la mamma Teresa. Le sorelle rimasero addolorate da questa perdita. In tutte le circostanze ed eventi della loro vita, ricordarono con dolore la perdita della cara mamma, ma sempre serene e abbandonate al volere Divino.
Nell’autunno del 1917 Annina fu trasferita all’ufficio postale di Erchie, un paesetto distante 19 chilometri da Francavilla; era vicinissimo ad un altro paese, Torre Santa Susanna, dove viveva da anni lo zio Ciccio, benefattore di Carolina, a cui ella era molto affezionata.
Quindi Annina andò a vivere ad Erchie con il papà in una casa presa in affitto, mentre Carolina rimase insieme con zio Pasquale Sardiello, che era medico, e sua moglie zia Concettina, a Francavilla. Carolina dimorò presso gli zii ancora per un po’ di tempo fino al giugno 1918, per completare gli studi.
Infatti conseguì il diploma di abilitazione per l’insegnamento nelle scuole elementari. Dopo un po’ il padre e le due figlie si riunirono ad Erchie, mentre Raffaele svolgeva il servizio militare. Tutti lasciarono il paese nativo per non ritornarci più.
Nel 1920 a distanza di tre anni dalla morte della mamma, le sorelle persero anche il padre. Dopo due mesi ritornò il fratello Raffaele, rimanendo senza lavoro e vivendo con la sorella Annina fino al 1925, anno in cui troverà lavoro e si sposerà.

 
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