Il ritorno a Roma - Madre Anna Sardiello

Vai ai contenuti

Menu principale:

Il ritorno a Roma

La fondatrice > Il Tabor


Dal 1941 la Madre ebbe il compito di Superiora nella casa di Servigliano, in provincia di Ascoli Piceno. Era una Casa aperta da poco tempo. Lei visse lì tutto il periodo della Seconda Guerra Mondiale, mentre gustava la pace e la gioia che la vita religiosa le donava. “Ma dopo 5 anni come un colpo di fulmine a ciel sereno mi vidi arrivare la nomina a Madre Generale.
Io non volevo credere a me stessa. L’elezione era avvenuta il 26 ottobre 1946, per cui fui richiamata a Roma. La mia vita si era sempre svolta serenamente nel servizio di Dio e della Congregazione, ma dalla mia elezione a Madre Generale si aprì una parentesi dolorosa che accettai con animo sereno, tranquillo, perché voluta certamente dai disegni imperscrutabili di Dio”. Questa elezione era avvenuta nella Congregazione delle Suore alla presenza del padre visitatore Benedetto D’Orazio, redentorista.
L’istituto attraversava, dopo la morte della Madre Generale precedente, un periodo di crisi. Le suore non riuscivano a riunire il capitolo, e quindi dopo opportuni reclami da parte di alcune suore presso le autorità religiose, la Santa Sede nominò un visitatore che vigilasse sulla vita e l’andamento dell’Istituto.
L’elezione di Madre Anna fu accolta da tutte le suore con una grande festa. Le suore si mostrarono premurose, attente, gioiose. Quando ci furono i preparativi per la festa della sua elezione, ella dando uno sguardo alle suore che lavoravano, le chiamò a sé e sorridendo disse loro: “Mettete la retta intenzione per questo lavoro, di servire tanti poveri, così il Signore sarà più contento”.
Ella iniziò a lavorare nella sua nuova missione al servizio della Congregazione con l’aiuto di tutte le suore, ma sempre vigilata dal padre visitatore.

 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu